Archivio mensile:gennaio 2014

Sabato 15 febbraio 2014 – Prima assemblea St.Art.I.M.

Sabato 15 febbraio, alle ore 10.30, a Roma presso il Teatro Valle occupato, si terrà la prima assemblea nazionale degli Storici dell’arte in movimento.

In questa occasione potremo finalmente incontrarci di persona, approfondire la discussione inaugurata in rete sulla professione dello storico dell’arte, programmare iniziative per l’immediato futuro.

I temi centrali saranno quelli più legati all’attualità, come la proposta di legge Madia per il riconoscimento delle professioni dei beni culturali e l’eliminazione delle ore di insegnamento della storia dell’arte dai programmi scolastici.

La partecipazione è aperta a chiunque desideri confrontarsi e partecipare.

Collegamento all’Evento Facebook

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La Storia dell’Arte deve tornare a scuola

All’inizio del mese di gennaio, in piena battaglia per il riconoscimento delle professioni nei Beni Culturali, dopo aver letto un tweet della ministra Maria Chiara Carrozza che recitava:

‏@MC_Carro 5 gen faremo una consultazione sugli ordinamenti e sui cicli di studi e sulle nuove materie da inserire nei programmi #openMIUR

ho deciso di replicare con un altro tweet: perché è importante ripristinare le ore di storia dell’arte? I nostri tweet per @MC_Carro.

Il mio intento era far arrivare i pensieri di alcuni storici dell’arte sull’importanza di ripristinare le ore di storia dell’arte nelle scuole alla ministra, ore andate perdute con la legge di riforma del sistema scolastico a firma dell’ex ministra Maria Stella Gelmini. Ore che si era tentato di reintrodurre con l’emendamento C 1574-A per il «Ripristino della Storia dell’arte nella Scuola secondaria», arrivato in Commissione Cultura Scienze e Istruzione. Ma l’emendamento è stato bocciato perché  «significherebbe aumentare una spesa che è stata tagliata perché il Paese non è in grado di sostenerla». Si legga in proposito l’interessante articolo di Tina Lepri su Il Giornale dell’Arte di gennaio (http://ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/1/118232.html).

Come si può vedere l’insegnamento della storia dell’arte esclusivamente come una spesa? Come si fa a non vedere quante e quali ricadute anche e soprattutto economiche ha, e può avere, la storia dell’arte nel nostro paese? Se si valutassero le ricadute, nell’ambito dello sviluppo di posti di lavoro, del mancato insegnamento della storia dell’arte (tutela, conservazione, valorizzazione, trasmissione di identità e di memoria di una nazione, turismo ma anche, ad esempio, design e moda) esse risulterebbero di gran lunga superiori a qualsiasi altra materia insegnata. Questo non vuol dire che si può far cassa tagliando sulle ore di lezione, di nessuna materia.

I nostri politici in questo periodo parlano dei nostri beni usando la metafora del giacimento petrolifero, ma ricordiamoci che il petrolio non sgorga da solo, senza mezzi e senza addetti ai lavori la ricchezza non può emergere. Come intendono quindi estrarre il petrolio senza fare gli investimenti necessari? Nessuna rendita può nascere senza il giusto investimento, ed il primo investimento è la scuola.

Ritenendo quindi fondamentale per il futuro culturale nonché economico del nostro paese la battaglia per la reintroduzione delle ore di storia dell’arte nella scuola, ho deciso di pubblicare i tweet ricevuti in risposta alla mia domanda del 5 gennaio scorso:

kunst.appunti d’arte ‏@kunst_arte 5 gen @MC_Carro ministro, i futuri cittadini di un paese come l’Italia DEVONO conoscere la storia dell’arte: rimediate!

Nicolette Mandarano ‏@MandaranoN 5 gen @kunst_arte @MC_Carro fondamentale per cultura, educazione e rispetto in generale e per il nostro prezioso patrimonio

Laura Leuzzi ‏@LauraLeuzzi 5 gen @MandaranoN per esempio perché abbiamo 44 siti culturali riconosciuti dall’Unesco. Tanto per dirne una…

ST.ART.I.M. ‏@Storicidellarte 5 gen @MandaranoN @MC_Carro l’importanza di educare alla #storia e alla #sensibilità i ragazzi, per sviluppare la loro #identità di #cittadini

Francesca Attiani ‏@FAttiani 5 gen @MandaranoN @MC_Carro #storiadellarte = #educazione è imparare a dare importanza ai dettagli della vita e alle #persone

Sara Piselli ‏@Sara_Pis 5 gen @MandaranoN @MC_Carro altrimenti la scuola priva gli studenti di strumenti critici per comprendere passato e presente

Liberato ‏@Lib_Sche 5 gen @MandaranoN @MC_Carro la conoscenza delle origini fanno la coscienza civile di un vero cittadino!

Liberato ‏@Lib_Sche 5 gen @MC_Carro Ministro cosa, in concreto, pensa di fare per riportare al centro della nostra istruzione la storia dell’arte?Speriamo nei fatti

Martina Caragliano ‏@MCaragliano 5 gen @MandaranoN @MC_Carro Perchè la storia dell’arte trasmette il valore della bellezza e fa riflettere sulla nostra identità.

Mostre-Rò ‏@mostreRO 5 gen @MandaranoN perché studiare storia dell’arte vuole dire creare coscienza civica e valori morali

danielecina ‏@danielecina 4 gen Distruggono scuole pubbliche e cultura perché le temono. Ignari che proprio la cultura, l’arte e la bellezza ci salveranno dalla #crisi.

Francesca Luslini ‏@frammenta 7 gen @MandaranoN @MC_Carro per conoscere quello che ci circonda,riconoscerlo,apprezzarlo e avere un pensiero critico e aperto

ST.ART.I.M. ‏@Storicidellarte 7 gen @MandaranoN @MC_Carro la #storiadellarte rappresenta la disciplina umanistica per eccellenza, eleva l’animo e sensibilizza l’uomo sa sempre!

Gabriele Quaranta ‏@QuarantaGa 7 gen @MandaranoN @MC_Carro Perché raccontando l’#Arte si raccontano Storie e si forgia #cultura dunque #libertà

Naturalmente aspettiamo fiduciosi la risposta della Ministra che ancora non è arrivata.

di Nicolette Mandarano

Come sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole?

Sulla nostra pagina Facebook oggi si è aperta una discussione nata dall’articolo del Il Giornale dell’Arte Una Carrozza su un binario morto, di cui riportiamo un passaggio:

La recente raccolta di 15mila firme sostenuta dallo stesso ministro dei Beni culturali Massimo Bray (tra i primi firmatari Adriano La Regina, Antonio Natali, Salvatore Settis, Claudio Strinati, Fai, Italia Nostra, Cesare De Seta, Associazione insegnanti di Storia dell’arte) sembrava poter avere successo: il 31 ottobre 2013 era finalmente arrivato in Commissione Cultura Scienze e Istruzione della Camera l’emendamento «C 1574-A» presentato da Celeste Costantino, deputata di Sel, per il «Ripristino della Storia dell’arte nella Scuola secondaria». Il sì sembrava scontato ma alla fine l’emendamento «non ha trovato ascolto», bocciato perché, dice la motivazione della maggioranza della Commissione, reintrodurre la materia «significherebbe aumentare una spesa che è stata tagliata perché il Paese non è in grado di sostenerla».

Pare evidente che una delle lacune maggiori della battaglia per il reinserimento delle ore d’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole è la mancanza di un sostegno a questa causa da parte dell’opinione pubblica. La scarsa attenzione generale al patrimonio culturale si unisce, infatti, ad una crescente – e volutamente accresciuta negli ultimi anni – diffidenza nei confronti degli impiegati della pubblica amministrazione.

Di fronte alla rivendicazione degli storici dell’arte di volere insegnare a conoscere e difendere i beni storico-artistici ai ragazzi in età di formazione, la gran parte dei cittadini pensa che quello che si tenta di difendere sia, in realtà, il “posto fisso statale”.

Nonostante la dilagante indifferenza, non vogliamo scoraggiarci ma, al contrario, vogliamo ricavare da questa situazione un incentivo all’immaginazione. Ci chiediamo quindi come elaborare una campagna di sensibilizzazione su questo tema ed invitiamo tutti a contribuire.