Sul bando di concorso “Scuola e patrimonio culturale” – COMUNICATO STAMPA delle associazioni dei professionisti dei beni culturali

I professionisti del patrimonio culturale, riuniti nelle associazioni St.Art.I.M., ICOM, CUNSTA, Confassociazioni Beni e Professioni Culturali, ANA, Arch.I.M., GBeA, SAU e Ranuccio Bianchi Bandinelli, manifestano viva disapprovazione rispetto alle modalità di pubblicizzazione del bando nazionale reso noto dal MIUR il giorno 13 novembre e titolato “Scuola e patrimonio culturale. Concorso per idee e proposte su formazione dei docenti e sensibilizzazione degli studenti”.

Le associazioni apprezzano lo spirito dell’iniziativa, che mira a promuovere progetti di collaborazione tra istituti museali presenti sul territorio e istituti di formazione quali università, scuole e accademie. Disapprovano invece l’aver fissato la scadenza del bando ad appena 13 giorni (!) dalla data di pubblicazione sul sito web del MIUR. La rilevanza della copertura finanziaria – ben 3 milioni di euro – stante la scarsità degli investimenti capaci di stimolare iniziative culturali che premino impegno e competenza, avrebbe imposto tempi ben maggiori per la pubblicizzazione del bando e la redazione dei progetti, considerati anche i tempi tecnici necessari ad acquisire la dichiarazione di assenso delle strutture destinatarie degli interventi, come previsto dall’art. 7 del bando. Inoltre – in rispetto del D.L. 12 settembre 2013, n. 104 (art. 5, comma 2), richiamato dallo stesso bando – il MIUR avrebbe dovuto provvedere a darne comunicazione a tutti i soggetti ammessi a proporre progetti (tra cui Università e Accademie). Quest’azione, al contrario, risulta carente negli stessi criteri di pubblicizzazione stabiliti dall’articolo 13 del bando.

Le associazioni congiunte auspicano per il futuro un maggiore coordinamento tra i due Ministeri, anche in attuazione del protocollo d’intesa MIBACT-MIUR siglato il 28 maggio 2014. Nel timore che le modalità di pubblicizzazione del bando siano state dettate piuttosto da esigenze amministrative estranee alla qualità dei risultati perseguibili con lo stanziamento deliberato, chiedono che il termine per la scadenza del bando venga prorogato in modo da garantire una congrua partecipazione degli enti cui il bando stesso è rivolto.

Si riservano infine di assumere tutte le iniziative utili a tale scopo.

 

Roma, 25 novembre 2015

 

St.Art.I.M. – Storici dell’arte in movimento

ICOM – International Council of Museums

CUNSTA – Consulta Universitaria per la Storia dell’Arte

Confassociazioni Beni e Professioni Culturali

ANA – Associazione Nazionale Archeologi

ARCH.I.M. – Archivisti in movimento

GBeA – Giovani Bibliotecari e Aspiranti

S.A.U. – Storici dell’arte unitari

Associazione Bianchi Bandinelli

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Sui requisiti per l’ammissione al concorso per 500 funzionari tecnico-scientifici del MiBACT

Gli Storici dell’arte in Movimento (St.Art.I.M.), l’Associazione Storici dell’Arte Unitari (S.A.U.), l’Associazione dei Medioevisti, l’Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca Italiani (A.D.I.), l’Associazione Guide Turistiche Abilitate di Roma (AGTAR) esprimono la loro totale contrarietà all’approvazione dell’emendamento alla legge di Stabilità, accolto lo scorso 13 novembre in Commissione Bilancio del Senato, secondo cui viene abbassato alla laurea triennale il requisito per l’ammissione al prossimo concorso per 500 funzionari tecnico-scientifici del MiBACT.

Nel manifestare il proprio disaccordo gli storici dell’arte si associano alla Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte e agli archeologi italiani, di cui condividono le posizioni nel ritenere che le attività di conoscenza, tutela, valorizzazione, fruizione, comunicazione rivolte al patrimonio culturale “necessitano di un alto livello di competenze e un elevato bagaglio di conoscenze specialistiche incompatibili con il primo livello universitario, destinato a fornire una formazione di base di carattere generale. Prevedere la laurea triennale come requisito di accesso sarebbe irresponsabile e genererebbe un’incomprensibile svalutazione delle competenze fornite dalla formazione magistrale (Laurea Magistrale) e dalla formazione post lauream (Scuole di Specializzazione e Dottorato di Ricerca)”.

Gli storici dell’arte chiedono dunque al Ministro Dario Franceschini di dare una risposta chiara e tempestiva alla voce corale di dissenso che si sta levando verso questo atto e confidano che tutto il Parlamento si faccia garante di criteri adeguati nella selezione dei futuri funzionari del Patrimonio.

St.Art.I.M (Storici dell’Arte in Movimento)

SAU (Associazione Storici dell’Arte Unitari)

ADI (Associazione Dottorati e Dottori di Ricerca Italiani)

AGTAR (Associazione Guide Turistiche Abilitate di Roma)

Cultura è lavoro: successo per la manifestazione al Pantheon contro le politiche culturali del Governo

Processed with VSCOcam with f2 presetRoma, 1 dicembre – Un secco no alle politiche occupazionali del Governo Renzi nei beni culturali, quello che arriva dalle associazioni di professionisti che sabato 29 novembre hanno occupato il Pantheon in un blitz spontaneo al termine della manifestazione “Cultura è lavoro” indetta dal coordinamento Confassociazioni Beni Culturali, cui hanno aderito numerose Associazioni di settore ( qui: http://www.confassociazioni.eu/29n-adesioni/ )
Archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori e storici dell’arte hanno portato le loro istanze, sintetizzate in 9 punti (qui: Cosa chiediamo_confassociazioni 29novembre ), sfidando il ministro Franceschini sulle dichiarazioni del suo insediamento: “Il Ministero dei Beni Culturali è il più importante ministero economico del Paese”.

“La manifestazione al Pantheon – dichiara Angelo Deiana, presidente Confassociazioni – dimostra che i professionisti dei Beni Culturali sono sempre più determinati nel ribadire con forza la necessità di un reale cambiamento di rotta nelle politiche culturali del Paese, per il recupero della dignità professionale ed in difesa delle proprie competenze. E un risultato parziale si è avuto domenica con l’approvazione alla Camera della legge di Stabilità che conferma l’aliquota al 24% per i professionisti iscritti alla gestione separata INPS”

“Esprimiamo la nostra soddisfazione – dichiara Raffaele Di Costanzo, portavoce di Arch. I. M. – per la riuscita della manifestazione e siamo disponibili ad intraprendere ogni e più opportuna iniziativa volta a tutelare la credibilità e la dignità dei professionisti dei BB.CC. Auspichiamo che il neonato coordinamento di Confassociazioni Beni Culturali possa determinare le condizioni organizzative essenziali per l’apertura di un dialogo con le istituzioni nazionali e regionali e locali volta ad avviare politiche di investimento e di occupazione in ogni settore dei beni culturali.”

“Come storici dell’arte – dichiara Stefania Ventra, portavoce St.Art.I.M. – non importa se impegnati nella ricerca o nella tutela, o se operanti come liberi professionisti, la sfida comune è la difesa dei nostri diritti e delle nostre competenze come lavoratori, e la salvaguardia del patrimonio culturale come patrimonio della cittadinanza intera.”

“Le scelte ottuse e le finte riforme operate dalle attuali Istituzioni stanno danneggiando inesorabilmente il nostro prezioso patrimonio culturale – dichiara Beatrice Mastrorilli per SAU – e come se non bastasse la logica del massimo ribasso, esplicata attraverso l’incapacità politica di creare offerta occupazionale concreta, laddove ve ne sarebbe opportunità, offende e frustra tutta una generazione di eccellenti specialisti costringendola al più umiliante precariato. “

”Chi studia beni culturali, archeologia, restauro, storia e storia dell’arte vede all’orizzonte un futuro di precarietà e basse retribuzioni. – racconta Guido Cioni dell’esecutivo nazionale della Rete della Conoscenza – È il frutto di una politica miope che umilia gli operatori dei beni culturali e disconosce un’intera generazione altamente formata in atenei e scuole di specializzazione spingendola alla fuga verso l’estero. Per questo come studenti siamo scesi in piazza a fianco dei professionisti dei beni culturali”

“Non c’è tutela e valorizzazione dei beni culturali – afferma Nadia Di Bella, portavoce GBeA – senza un’adeguata strategia di pianificazione e programmazione di medio e lungo termine che, per sua natura, richiede investimenti economici.”

“Il Ministro Franceschini non può fingere che non esistiamo! – incalza Andrea Cipriani, Associazione La Ragione del Restauro – Credo sia indispensabile un incontro in tempi stretti con il ministro e con le commissioni parlamentari incaricate. Questa situazione è durata troppo a lungo! I professionisti dei Beni Culturali non sono più disposti a subire passivamente, il Governo e le Istituzioni non possono più ignorarci”.

“Al Ministro Franceschini – conclude Salvo Barrano, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi e portavoce del Coordinamento Confassociazioni Beni Culturali – ribadiamo: lo sviluppo, per essere tale, deve generare lavoro e ricchezza. Senza lavoro diventa solo un tirare a campare, magari assegnando qualche spiccio per qualche mese a qualche giovane. O peggio: prendendo soldi dalla Cultura senza volerli reinvestire creando buona occupazione”.

Il riconoscimento dei professionisti dei Beni Culturali è legge: adesso tocca a noi!

La proposta per il riconoscimento dei professionisti dei Beni Culturali è finalmente legge! 

Dopo la prima approvazione da parte della Camera dei Deputati, la proposta a firma Madia, Ghizzoni, Orfini è approdata al Senato, dove ha subito alcune modifiche prima di essere licenziata e inviata di nuovo al vaglio dei deputati, che hanno infine espresso parere favorevole ieri, 25 giugno 2014. 

Il testo approvato prevede una modifica del Codice dei Beni Culturali, in cui, grazie a questo aggiornamento, viene riconosciuta l’esistenza di figure professionali competenti in materia di beni culturali e viene stabilita l’istituzione di elenchi ministeriali in cui i professionisti saranno iscritti. 

Restano ancora da stabilire, nel decreto attuativo che dovrà essere emanato entro sei mesi, i requisiti per l’iscrizione ai suddetti registri e le ricadute pratiche che l’esistenza di questi registri avranno sull’attività lavorativa dei professionisti del Patrimonio. 

Dopo una lunga battaglia, per la quale dobbiamo essere grati ai parlamentari che si sono battuti per ottenere l’approvazione di questa legge e alle associazioni che hanno lavorato senza sosta per sostenere l’iter legislativo, prima fra tutte L’Associazione Nazionale Archeologi, si passa ora a riflettere sulle modalità di attuazione di questo “riconoscimento”. 

Gli storici dell’arte partono ancora una volta svantaggiati rispetto alle altre categorie (archeologi, archivisti, bibliotecari, ecc.) che vantano una o più associazioni per categoria pronte a difendere le loro prerogative. Se vogliamo provare a contare qualcosa, questo è il momento giusto per unirci, confrontarci, far sentire la nostra voce.

I criteri che verranno adottati nello stendere i requisiti utili all’inserimento negli elenchi tenuti dal Ministero sono argomento spinoso: si tratterà di sancire quale grado di formazione e/o quale tipo di esperienza verrà fatta valere per il riconoscimento della nostra professionalità. E’ quindi giunto il momento di confrontarsi seriamente, di avanzare proposte, di chiedere di prendere parte alla contrattazione e di non subire passivamente delle decisioni che necessariamente interesseranno il nostro futuro lavorativo e, di conseguenza, personale. 

 

Comunicato sulla istituzione di 150 tirocini per under 30 nei Beni Culturali

Gli Storici dell’Arte In Movimento sottoscrivono e condividono il comunicato degli Archivisti In Movimento sulla prossima istituzione di 150 tirocini per under 30 nei Beni Culturali.

 

Gli Archivisti In Movimento, in totale sintonia con la posizione di ANA – Associazione Nazionale Archeologi espressa il 15 giugno scorso, condannano la prossima istituzione, annunciata dal ministro dei Beni Culturali Franceschini, di 150 tirocini della durata di 6 mesi per professionisti di età inferiore a 30 anni, da svolgersi in luoghi del patrimonio quali Pompei, l’Aquila, reggia borbonica di Caserta, zone terremotate dell’Emilia, archivi di Stato e biblioteche nazionali, per “realizzare progetti di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale”. Constatiamo, infatti, che perdura la tendenza, già stigmatizzata da tutti i professionisti dei Beni Culturali in occasione della manifestazione in Piazza del Pantheon del 11 gennaio 2014, a mascherare da formazione l’offerta di cattiva occupazione da parte delle istituzioni pubbliche, al fine di realizzare progetti-vetrina di rilevanza nazionale; cattiva occupazione perché occupa il professionista per 6 mesi in attività di cui non potrà seguire lo svolgimento, frammentando interventi sul patrimonio che avrebbero bisogno di ben altra attenzione e stabilità e precarizzando l’impegno dei singoli, impegno che risulta così improduttivo a fini di crescita lavorativa e professionale. Dal MIBACT si attendono ben altre misure, volte a incentivare la buona occupazione: assunzioni vere, turn-over generazionale, incentivi ai professionisti e alle startup operanti nel settore del patrimonio culturale. Come abbiamo già avuto modo di dire in passato “E’ finito il tempo del meglio di niente”.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CONTRO L’AFFIDAMENTO DELLA PROTEZIONE DEI MONUMENTI PISANI ALLA SEZIONE SPECIALIZZATA DI VOLONTARI

 

Roma, 19 febbraio 2014– Le Associazioni professionali dei Beni Culturali contestano l’accordo tra il Comune di Pisa, la Soprintendenza ai Beni Architettonici,Paesaggistici Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno e l’Associazione Amici dei Musei raggiunto il 3 febbraio scorso che istituisce una “Sezione specializzata di volontari di pronto intervento”, delegata all’Associazione Amici dei Musei,come soluzione condivisa per il recupero e la manutenzione di molti monumenti della città e della provincia, vista la mancanza di risorse pubbliche.

 

Archeologi, restauratori, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, conservation scientists in un documento congiunto sottoscritto da ANA, Associazione culturale Artiglio, ARCH.I.M., GBeA, St.Art.I.M., Ragione del Restauro esprimono sconcerto per la mancata convocazione delle Associazioni dei professionisti dei Beni Culturali al tavolo dell’accordo. Tali associazioni, anche alla luce della recente legge 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate in Ordini o Collegi),rappresentano gli specialisti del settore, che rischiano di essere fortemente penalizzati dalle forme di volontariato utilizzate in sostituzione delle prestazioni professionali.

Preoccupa inoltre la posizione favorevole dell’Università nei confronti dell’accordo: poiché il compito principale dell’Università è quello di formare professionisti e specialisti qualificati che abbiano reali opportunità di lavoro, non si comprende l’avallo di misure volte a sostituire le prestazioni professionali con quelle volontarie.

 

Il ricorso al lavoro volontario per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria del patrimonio culturale – affermano i responsabili toscani delle associazioni firmatarie – “rischia di innescare una logica di gestione al ribasso, con conseguenze negative di lunga durata sulla qualità e sulle prospettive occupazionali del settore. 

 

Nella convinzione che le attività di volontariato anche nel campo dei Beni Culturali costituiscono un patrimonio fondamentale di passione e di impegno civico, occorre adottare ogni sforzo per ottenere un giusto equilibrio tra professionismo e volontariato, che tenga conto delle esigenze e delle legittime aspettative di chi per professione si trova ad operare in un settore già in difficoltà in tutto il Paese, anche a causa dell’assenza negli ultimi decenni di adeguate politiche culturali e occupazionali. Per questo facciamo appello al Sindaco di Pisa e al Prefetto, affinché vengano riformulati i termini dell’accordo, e che venga reso noto il quadro finanziario che ha indotto tale scelta.

 

Chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto permanente” – concludono i firmatari – “che comprenda le associazioni professionali e le forze civili interessate a salvaguardare il patrimonio monumentale della città e del suo territorio, per costruire politiche locali di lunga durata sostenibili per i Beni Culturali e per i professionisti che se ne occupano.E’ necessaria una seria progettazione che valuti le effettive situazioni di degrado e sappia ricercare fondi adeguati,anche attraverso forme di crowdfunding o attingendo alle risorse europee, senza mortificare la qualificazione e le competenze degli specialisti del settore che quotidianamente operano in condizioni lavorative precarie e intermittenti”.

 

ANA – Associazione nazionale Archeologi

Associazione culturale Artiglio

ARCH.I.M. – Archivisti in Movimento

GBeA – Giovani Bibliotecari e Aspiranti

St.Art.I.M. – Storici dell’Arte in Movimento

La Ragione del Restauro